Prima delle due linee rosa del test positivo mangiare era un atto automatico, compiuto per soddisfare la fame, la golosità o un desiderio del momento.


Con la gravidanza quello che si mette nel piatto va invece pensato per soddisfare gli aumentati fabbisogni, per non nuocere al feto in formazione e per esercitare effetti protettivi sulla sua salute futura.

Tutti i nutrienti sono importanti durante i nove mesi di gravidanza, ma bisogna prestare particolare attenzione alle proteine, al ferro, al calcio e allo iodio.
Tutti e tre i pasti principali della giornata dovrebbero già contenerne una quota, ma in gravidanza è bene che anche gli spuntini ne contengano una quota.
Trenta grammi di mandorle, per esempio, apportano una significativa quantità di calcio, oltre che di proteine.
Un contorno di verdure verdi in foglia come cavolo nero, cavolo riccio o rucola non solo è ricco di calcio, ma anche di ferro, il cui fabbisogno è quasi raddoppiato in gravidanza.
La raccomandazione di utilizzare soltanto (poco!) sale di tipo iodato in cucina è valida più che mai per le mamme che aspettano: il giusto apporto di iodio è, infatti, fondamentale per il funzionamento della tiroide del bambino.

Se l’alimentazione è corretta, servono comunque degli integratori?
Sì, vediamo insieme quali.
A prescindere dall’alimentazione l’acido folico, in dose di 400 micorgrammi al giorno, è raccomandato a tutte le donne che desiderano una gravidanza fin da tre mesi prima del concepimento.
Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga si trovano nei pesci di grossa taglia, il cui consumo è sconsigliato in gravidanza per la quantità di metil-mercurio che possono accumulare, e che potrebbe interferire con lo sviluppo del sistema nervoso del feto.
È più sicuro in questo caso affidarsi ad un integratore, nel dosaggio di 200 mg al giorno per tutta la gravidanza (e i primi 6 mesi di allattamento), come raccomandato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana.
Il ferro si renderà necessario se l’emoglobina scenderà sotto un valore soglia.
Le donne che non mangiano carne e pesce avranno inoltre bisogno di un’integrazione di vitamina B12.

Alcune infezioni contratte per via alimentare possono poi creare problemi di varia natura.
La più nota è quella per opera di Toxoplasma, che infesta carni crude e frutta e verdura (da qui la raccomandazione ad evitare le carni poco cotte e lavare bene i vegetali, eliminando ogni residuo di terra). La cottura oltre i 60° distrugge il protozoo, mentre resiste al congelamento.
Meno conosciuta è l’infezione da Listeria, i cui veicoli principali sono il latte crudo (attenzione ai formaggi in cui il latte non è pastorizzato!) e il salmone affumicato.
Una listeriosi in gravidanza può portare a conseguenze gravi, fino all’aborto.
Ultima raccomandazione: non consumare uova crude per il rischio Salmonellosi.
La Salmonella non causa danni direttamente al feto, ma l’infezione può comportare diarrea e grave disidratazione nella mamma, fino a richiedere l’ospedalizzazione.

In ultimo, sembra superfluo ribadirlo, ma c’è solo una dose di alcolici che è sicura in gravidanza: zero!

Silvia Goggi: medico nutrizionista