È nato un bebè. Ora non è più solo nell’immaginario dei suoi genitori, ma è reale e una madre e un papà non hanno certo bisogno di apprendere delle tecniche, per poter toccare il proprio bambino. Ma è proprio questo il punto, quando si parla di massaggio non si parla solo di tecnica, anzi, si parla di attitudine, di un modo di stare con il bebè, un’occasione ulteriore per costruire la relazione con lui.
È una grande opportunità poterlo mettere in pratica, in particolare per i papà che vivono la gravidanza dal loro punto di vista esterno e che sentono di poter dare il loro contributo tangibile ora, così come per gli eventuali fratellini presenti in famiglia, che si sentono chiamati in causa nel prendersi cura del nuovo arrivato.
Il massaggio al neonato è un dono , un gesto d’amore per lui ed anche per chi lo mette in pratica, è, infatti, portatore di salute per chi dà e chi riceve.
Andiamo a scoprire quali sono i benefici.
Il massaggio al neonato agisce in termini di :

Stimolazione , attraverso il tocco, infatti, tutti i sistemi del corpo vengono attivati e rispondono, migliora lo sviluppo del tono muscolare, il sistema vestibolare, il sistema linfatico e circolatorio , il sistema immunitario, il sistema nervoso, favorisce lo sviluppo del linguaggio e lo sviluppo della percezione di sé.
I neonati non sono completamente autonomi alla nascita, i loro apparati sono in via di formazione e proprio per questo, sono necessari 9 mesi di eso-gestazione per poter completare il loro sviluppo e una figura genitoriale che si occupi di questo e lo faciliti.

Sollievo , la pratica del massaggio può prevenire e/o ridurre problemi di coliche intestinali del neonato, agisce su disturbi comuni come la stitichezza e dà sollievo nella delicata fase della dentizione.

Rilassamento , il massaggio facilita il rilascio di alcuni ormoni quali ossitocina, endorfine, sono legati al benessere e al rilassamento poiché antagonisti degli ormoni dello stress e agiscono sia su chi dà che su chi riceve il tocco. Questo tipo di rilascio ormonale favorisce l’allattamento al seno, riduce il pianto, aumenta lo stato di veglia quieta, tempo in cui il neonato è più predisposto ad apprendere, il bebè, inoltre, più facilmente in queste condizioni, svilupperà un proprio ritmo sonno-veglia.

Interazione , l’attitudine di quando ci si pone nella condizione di fare un gesto d’amore come quello del massaggio al neonato, è quella dello “stare con” il bebè, non è fare qualcosa su di lui, ma fare qualcosa insieme. Chi dà il massaggio si abitua a leggere i vari segnali che il neonato manda, a tradurre le diverse espressioni del volto; si è alla pari e ci si conosce sempre più, creando una relazione salda e profonda.
Il massaggio favorisce il bonding, il legame, che inizia a mettere le sue radici molto prima della nascita e che si nutre di osservazione, ascolto e di un tocco gentile.

Attraverso il massaggio, il neonato impara a riconoscere diversi tipi di tocchi e mantiene nel corpo questa memoria, questo è molto importante, poiché da adulto saprà riconoscere più distintamente quali sono i tocchi “ buoni “ e quelli che non lo sono, insieme alla coscienza dei propri confini corporei che si sviluppa, si può parlare, in termini più ampi, di prevenzione di abusi e violenze.
Il fatto che venga rispettato il volere del neonato che interagisce con chi dà il massaggio e non lo subisce soltanto, fa sì che il bebè possa sperimentare e sviluppare un attaccamento sicuro, alla base dei suoi passi futuri verso il mondo, conoscerà il valore del rispetto di sé e dell’altro molto precocemente e nelle relazioni che instaurerà con l’altro da sé, avrà memoria di questo.nIl massaggio infantile, quindi, non è soltanto un gesto d’amore e, basterebbe questa come valida motivazione per iniziare a metterlo in pratica, ma è anche un esperienza che segna le basi della salute presente del neonato e futura, nella sua vita da adolescente e adulto.

Alcune domande comuni:

“A quale età posso iniziare a massaggiare il mio bambino?“
– Fin da subito, è adatto e ha tanti benefici anche per i neonati prematuri, con qualche adattamento –

“Fino a quale età posso massaggiare il mio bambino?“
– Non c’è un tempo prestabilito per terminare il massaggio, ci sono alcuni accorgimenti per adattare le sequenze di massaggio alle diverse fasi di crescita del neonato, finché c’è la volontà e il piacere da parte di chi dà e riceve si può fare –

“Devo sempre completare tutta la sequenza e in quali orari?“
– No, si può massaggiare tutto il corpo o solo una parte di esso, in qualunque momento della giornata, rispettando la disponibilità del bebè –

“I piccoli hanno bisogno di latte, si. Ma più ancora di essere amati e di ricevere carezze.
Nel bimbo piccolo la pelle viene prima di ogni altra cosa e bisogna prenderne cura, nutrirla. Con amore. Non con le creme. Essere portati, cullati, carezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più”
F. Leboyer

Ostetrica Chiara Smerilli