COSA SI INTENDE PER CISTITE
La cistite è l’infiammazione della vescica.
Più del 40% delle donne manifesta un episodio di infezione delle vie urinarie nel corso della propria vita. Solitamente si tratta di cistite, ossia di un’infezione limitata alla vescica.
Una donna su quattro che manifesta cistite avrà una ricorrenza entro i sei mesi successivi al primo episodio.
Il 20% delle donne con cistite acuta sviluppa una forma ricorrente con più di tre episodi all’anno.
Per recidiva si intende lo sviluppo di una nuova cistite entro 15 giorni dal primo episodio, causata dallo stesso germe patogeno.
Per reinfezione si intende una nuova manifestazione dopo almeno 15 giorni dal primo episodio è causata da un germe patogeno differente.
In questi casi sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici e differenti schemi terapeutici. Questi verranno valutati a seconda del singolo caso con il medico.

LE CAUSE DELLA CISTITE
Le donne a rischio di cistite sono:
– giovani donne sessualmente attive
– Donne sottoposte a cateterizzazione
– Donne in postmenopausa con problemi di secchezza vaginale.

Le cistiti possono essere batteriche oppure no.
Le cistiti batteriche rappresentano la maggiorparte dei casi , e nel 70% dei casi sono causate dall Escherichia Coli, un batterio di provenienza intestinale.
Nel caso di cistiti ricorrenti, invece, il ruolo del batterio Escherichia coli appare ridimensionato a favore di altri batteri, quali Klebsiella, Proteus, Gram positivi.

I SINTOMI
La durata media dei disturbi per ogni episodio di cistite è di sei giorni.
I sintomi più comuni sono:
– Dolore e bruciore ad urinare
– Minzione frequente di piccoli quantitativi di urina
– Sensazione di urgenza ad urinare.

LA DIAGNOSI
Le cistiti batteriche sono le forme di cistite più frequente e si possono risolvere con un’adeguata terapia indicata dal medico.
È necessario eseguire esame delle urine ed un’ urinocoltura per  indagare la causa della cistite. L’esame va eseguito prima di assumere qualunque tipo di antibiotico, altrimenti risulta falsato il risultato.
La causa più frequente delle cistiti batteriche e’ l’Escherichia coli, un batterio di provenienza intestinale ,spesso associato a situazioni di stipsi cronica.

LA TERAPIA
La terapia della cistite va scelta in base all’ antibiogramma .
In assenza di un antibiogramma, anche l’approccio terapeutico su base empirica può risultare efficace, purché si tenga conto delle resistenze gli antibiotici.
Gli schemi terapeutici utilizzati prevedono l’utilizzo di antibiotici, associati a sintomatici come miorilassanti ed eventualmente a lattobacilli vaginali e / o altri integratori ( cranberry, D-mannosio,L-metionina).
Come norme comportamentali è utile avere un’idratazione adeguata tramite aumentata introduzione di liquidi .
È utile una dieta priva di cioccolata, cibi piccanti, alcolici.
Per quanto riguarda la terapia antibiotica va comunque considerato che la possibilità che l’infezione delle vie urinarie non complicata, lasciata senza trattamento, progredisca verso infezioni delle alte vie urinarie, è rara.
Per quanto riguarda gli integratori e i probiotici e prebiotici dovrà essere il medico a consigliarli in base all’anamnesi della singola paziente.
Il cranberry, forse il più noto integratore, contiene polifenoli del gruppo delle proantocianidine, che esercitano un effetto protettivo sulla mucosa vescicale, inibendo l’adesività batterica all’urotelio.
Il D-mannosio , invece, favorisce l’eliminazione dei batteri attraverso le vie urinarie.
La metionina è un aminoacido essenziale che contribuisce al mantenimento del pH urinario fisiologico, creando così condizioni sfavorevoli alla colonizzazione batterica.
Probiotici e Prebiotici ristabiliscono la flora lattobacillare intestinale e vaginale.

QUALI RISCHI PUO’ COMPORTARE
L’unica situazione di allarme è il caso in cui si sospetti che l’infezione sia risalita dalla vescica verso i reni.
È necessario fare attenzione ai seguenti sintomi: Febbre, dolore lombare, malessere generale. In presenza di questi sintomi, contattate al piu’ presto il vostro medico di fiducia per gli accertamenti del caso.

Ginecologa: Luisa Bocconi